Il villaggio, il nome, la storia (il villaggio e il suo nome)

Albazzano sorge sul ridente poggio, di fronte all'avvallamento compreso tra le propaggini del Mote Verola (mt 784) e del Monte Fuso (mt 1117), alle falde del contrafforte destro del monte della pieve romanica di Tizzano. L'ordinata disposizione delle sue case e della sua chiesa dedicata a San Genesio, con la sua torre svettante verso il cielo, lo rendono pittoresco, specialmente se visto dalle alture circostanti. Nei pressi della chiesa sorge la bella "Corte Dei Manici" alla quale si accede attraverso un portale settecentesco metà il pietra e metà in cotto. Il clima salubre e la possibilità di compiere, o passeggiate a piedi nei boschi, o gite in auto (Monte Caio, Lago Santo, Passo del Lagastrello, Lago Verde, Lago Ballano, Parco dei Cento Laghi) sono un forte richiamo per ritemprarsi nei mesi caldi. Controversa l'origine del nome; nelle carte degli archivi di Parma dei secoli X - XI -Doc LXXVI pag. 233, si legge "Albarano". Tuttavia la sua posizione così favorevole, anche in tempi antichi ad essere inondata dalle prime luci dell'alba, da cui il toponimo "ALBA LUX", rende più probabile il nome "Albazano" come riportato nelle carte dell'Archivio Vaticano ed in altri documenti del tempo.

La chiesa di S. Genesio

Già nel 1230 dipendeva dalla pieve di Tizzano; all'inizio del XVII secolo era di proporzioni ridotte e con un cacampaniletto a vela per una sola campana. Nel 1632 fu costruita la cappella di San Rocco oggi di San Giuseppe, e successivamente un'altra cappella che attualmente ospita una "Madonna Vestita". Sulla facciata vi figurava una statua di S. Genesio di terracotta e nel 1716 fu rifatto il portale in arenaria. Tra il 1781 e 1785 fu costruito anche il campanile. Nel 1829 la facciata, che ospita il portale, fu risistemata da Pietro Capitani con due coppie di grandi lesene. L'interno presenta sulla parete di sinistra presso il confessionale in noce (1800) un singolare affresco raffigurante "La Pietà" di W. Madoi (1970); poco più avanti in una nicchia vi è una scultura in legno di pero di S. Genesio dono di una famiglia locale. Dietro l'altare spiccano due belle vetrate moderne, realizzate su bozzetto del professor Francesco Soncini che raffigurano due misteri caratterizzanti la fede cristiana: "La Trinità" e "L'Eucarestia". Anche la vetrata a lunetta sopra il portale raffigurante "Cristo Misericordioso" è opera dello stesso Soncini. Tutte e tre le vetrate sono state donate da una famiglia locale. Nella sagrestia è custodito un olio su tela in ovale (1700) di S. Luigi Gonzaga.

La pietà di W. Madoi

In segno di riconoscimento per essere stato nascosto e protetto durante l'occupazione nazista da don Giorgio Battilocchi, il pittore Walter Madoi, dipinse nel 1970, sulla parete della chiesa un affresco raffigurante la Pietà. Le tinte cupe esprimono fortemente la partecipazione dell'umanità al dolore della Vergine di fronte al figlio morto; l'umanità è qui rappresentata dai volti smarriti di personaggi del luogo. Il volto della Vergine ha le sembianze del volto della moglie del pittore. Anche la natura, con le piante flagellate da un furioso temporale, esprime lo stesso strazio. In questo affresco è forte il richiamo ad ogni tragedia umana, dove arriverà comunque la luce della Pasqua.

La fiera

Il 25 agosto, per il culto speciale di S. Genesio martire, Albazzano divenne meta di pellegrinaggio. Già dal 1309 la necessità di provvedere di vitto i forestieri che vi affluivano fin dalla vigilia (24 agosto) e durante tutta l'ottava della festa, diede origine alla fiera. Nel 1389 il marchese Gio F. Pallavicino, conte di Tizzano "concede e statuisce di fare ogni anno una fiera libera ed exempta da ogni dazio, eccetto che il dazio del vino". Il Dizionario Topografico Molossi riporta che tale fiera era di grande rinomanza, perché in quei giorni arrivavano devoti e commercianti da stati estensi, mantovani e lunigianesi. Il 24 agosto, giorno di S.Bartolomeo, si svolgeva la mostra e la negoziazione degli ovini, il 25 agosto, giorno di S.Genesio quella dei bovini, il 26 agosto "coda della fiera" si commerciavano tutti i tipi di bestiame e vi erano bancarelle per vendere oggetti artigianali e manufatti; vi era una grande moltitudine e varietà di persone con saltimbanchi, giocolieri, commedianti e persino barbitonsori. Non mancavano giostre, sale da ballo e osterie. Questa annuale riunione era quindi un centro importante di trattazione di affari e gradita occasione di svago e di ritrovo di vecchi e nuovi amici e convegno di giovani. La fiera si svolgeva nella località "il Madone", detto già nel 1679 "prato della fiera". Nei primi anni del 1900 la sede della fiera fu trasferita in località "Chiastrella". In seguitò ritornò nella sede originale anche se recentemente per un breve periodo di tempo, si svolse come Festival (sala da ballo) al boschetto. Nel 1989 un dinamico comitato di residenti e villeggianti, ha recuperato la pittoresca manifestazione modernizzandola. Saltimbanchi e giocolieri sono stati sostituiti da giochi nuovi e vecchi come green volley, gioco delle carte e le bocce; si balla il ballo liscio, vi sono spettacoli musicali, fuochi d'artificio e non meno importante, si gustano specialità gastronomiche. Bibliografia: - A.Vignali, Albazzano e la sua chiesa, 1951, Tipografia La Commerciale, Fidenza - Comune di Tizzano Val Parma, Tizzano val Parma - Legenda e Leggena - Comune di Tizzano Val Parma, Tizzano val Parma - Immagini e Percorsi - Articoli della Gazzetta di Parma, anni '92, '94, '95